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Vigili del fuoco, è allarme a Modena: «Mancano 54 pompieri»

di Ginevramaria Bianchi
Vigili del fuoco, è allarme a Modena: «Mancano 54 pompieri»

La Cgil: «Una sola squadra operativa completa in città: in caso di doppia emergenza si allungano i tempi»

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MODENA. Se scoppia un incendio a Modena e contemporaneamente scatta un’altra emergenza, chi interviene?

La risposta è preoccupante: al momento può ricevere soccorso immediato solo una delle due situazioni. Per l’altra, i soccorsi arrivano, ma c’è bisogno di aspettare l'intervento di squadre di supporto di altre sedi.

Il motivo? Una grave situazione degli organici. Nella sola provincia modenese mancano 24 capi squadra-capi reparto e quasi 30 vigili, mentre in Emilia-Romagna si registra un deficit medio del 30% nel personale operativo.

Sotto pressione

La conseguenza? Squadre sotto pressione, tempi di risposta che si allungano e cittadini sempre più a rischio. A lanciare l’allarme è la Fp Cgil Vigili del Fuoco di Modena, con i rappresentanti Claudio Accorsi e Albert Fleischefresser, che denunciano una situazione sempre più difficile da sostenere per i lavoratori: «A Modena dovrebbero esserci almeno due squadre operative e una squadra d’appoggio dell’unità. La realtà è diversa – spiega Accorsi –. Abbiamo una sola squadra operativa completa e una seconda ridotta, che si occupa di interventi secondari. Se arriva più di una chiamata di emergenza contemporaneamente non c’è una seconda squadra pronta a intervenire. Bisogna aspettare che arrivino rinforzi da Carpi, Sassuolo e dalle altre sedi distaccate».

Non si tratta solo di numeri, ma di un problema strutturale che si ripercuote direttamente sulla sicurezza della popolazione. Il personale in servizio, già ridotto all’osso, è costretto a turni soffocanti, con un aumento del rischio di infortuni e una riduzione delle attività di formazione, fondamentali per mantenere alta la qualità dell’intervento.

Carenza di personale

«Siamo un corpo nazionale – spiega Accorsi –. Le assunzioni vengono fatte a livello centrale e le piante organiche vengono aggiornate sia con trasferimenti su richiesta, che con assegnazioni di nuove unità. Il risultato? Una carenza cronica in Emilia Romagna. Ogni anno si pensionano circa 1.000 vigili, ma le nuove assunzioni non riescono a coprire il turnover. Con i continui tagli finanziari, il deficit cresce, con carenze che oscillano tra il 20 e il 30% in alcuni comandi».

La carenza non riguarda solo il personale operativo: anche gli amministrativi sono allo stremo, con alcune qualifiche ridotte del 50%. L’unica soluzione adottata dall’Amministrazione, al momento, è stata l’assegnazione di ore di straordinario: solo nel primo trimestre del 2025 in Emilia-Romagna sono state distribuite 7.400 ore di lavoro aggiuntivo: il dato più alto d’Italia.

«Chiaro segnale che le criticità delle carenze organiche in regione siano allarmanti. Queste sono condizioni di lavoro che possiamo tollerare nei casi di emergenza. Ma non deve essere la quotidianità – commentano Accorsi e Fleischefresser –. Abbiamo anche chiesto un incontro urgente con il prefetto Fabrizia Triolo perché proprio in questi giorni a Roma si stanno discutendo le prossime mobilità del personale operativo. Il prefetto potrebbe portare la voce del territorio a livello centrale e chiediamo di attivarsi per l’assegnazione straordinaria, sia di personale qualificato che di vigili per colmare la grave carenza ed, inoltre, un piano di reclutamento e formazione che garantisca l’operatività dei Comandi», concludono i due portavoce.