Atti osceni davanti ai vigili: «Il carabiniere non era lì per indagare»
I fatti accaddero nell’estate 2021 ai laghetti di Campogalliano. La difesa: «C’è una registrazione che fa emergere la verità»
CAMPOGALLIANO. «Abbiamo parcheggiato di fronte ai laghetti, si è avvicinato un uomo e ha riconosciuto la mia collega. Ha iniziato a parlare con lei. Ad un certo punto ho notato che con la mano toccava intorno alla tasca dei suoi pantaloni. Poi ha detto: “Stai tranquilla, stavolta non lo tiro fuori”». Così ieri un agente della polizia Locale ha testimoniato in tribunale, nel processo a un ex carabiniere 30enne, accusato di avere commesso atti osceni di fronte a due agenti della Locale.
L’episodio
I fatti risalgono all’agosto 2021. Il 25 agosto, il militare si era recato ai laghetti di Campogalliano. Non era in servizio, ma era andato lì per pescare. Si era imbattuto in un’auto e, secondo quanto riferito da lui, aveva voluto approfondire perché stava svolgendo indagini su una donna che frequentava la zona. C’erano due vigili, un uomo e una donna. Sono stati loro due a puntare il dito contro il carabiniere sostenendo che questo si è denudato davanti a loro. Lui nega tutto.
Le testimonianze
Il 18 settembre, quando erano già partiti i primi accertamenti, il carabiniere avrebbe visto un’altra auto dei vigili su cui c’era la stessa vigilessa: si è avvicinato, ma ha registrato la conversazione. In aula ieri sono stati ascoltati diversi militari: «Mi aveva raccontato – così uno di loro – che aveva saputo che stavano dicendo che quel giorno aveva mostrato i suoi genitali: “Quel giorno avevo i pantaloncini, non vorrei che in qualche modo si siano visti”». Ascoltato anche il maggiore Iacovelli, all’epoca comandante della compagnia di Carpi, che ha spiegato di avere ricevuto memorie difensive dall’imputato: «Riferiva di essere andato lì perché stava indagando, anche se fuori servizio, su una donna. Si era avvicinato alla macchina e disse di avere registrato un atteggiamento disinvolto dell’agente donna». Un luogotenente dei carabinieri ha riferito che non gli risultava che il militare fosse coinvolto in indagini in borghese.
La difesa
L’avvocato Scafetta, che assiste l’imputato, si dice soddisfatta dell’udienza. Il legale parla della registrazione acquisita: secondo la linea difensiva risulterebbe di rilievo per la comprensione della genesi della vicenda. Affiorerebbe secondo il legale un quadro diverso rispetto a quello prospettato. «L’iniziativa giudiziaria – così una nota del legale – non parrebbe scaturire da fatti oggettivi e lineari, bensì da questioni di natura personale e da dinamiche interne all’ambiente lavorativo. Non è trascurabile il fatto che l’imputato, in un precedente procedimento penale, abbia reso testimonianza proprio contro chi lo ha denunciato».