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I tortellini di Tania fanno 40: «Amo ancora questo lavoro»

di Ginevramaria Bianchi

	Tania Raimondi nella cucina de L'Angolo della Pasta
Tania Raimondi nella cucina de L'Angolo della Pasta

Compleanno speciale per l’Angolo della Pasta fondato nel 1985: «Negli anni la clientela è cambiata, non il modo di prepararli»

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MODENA. C’è un punto preciso sulla Giardini, a Modena, in cui il profumo della sfoglia fresca ti avvolge già dalla strada. Un posto che ogni modenese, almeno una volta nella vita, ha incrociato mentre era intrappolato nel traffico, incuriosito da quel gigantesco tortellino che sbuca dalla vetrina, proprio di fianco alla scritta dell’insegna.

Benvenuti all’Angolo della Pasta, la storica bottega che domani festeggia ben 40 anni di storia. Sì, perché era il 1985 quando il negozio apriva le sue porte, e da allora Tania Raimondi, titolare e cuore pulsante dell’attività, tira la sfoglia sempre con la stessa passione.

Tania, partiamo dal nome dell’attività. Perché “L’Angolo della Pasta”?

«Quando io e mia sorella decidemmo di aprire questa attività, finiti gli studi, trovammo come location un negozio piccolissimo che stava proprio all’angolo di due case. Era qualche metro più avanti rispetto a dove stiamo ora, e dentro c’era già una gestione avviata da una rezdora che andava in pensione. Noi abbiamo raccolto il testimone e, vista la posizione, ci sembrò che questo nome calzasse a pennello. Poi, quando ci siamo trasferite qui, abbiamo scelto di non cambiarlo».

Una posizione insolita, comunque, quella della Giardini per un negozio di prodotti tipici…

«Sì, all’epoca i negozi di pasta fresca erano più diffusi nei quartieri, mentre oggi si trovano più nei centri storici o nei mercati gastronomici».

Com’era il negozio agli inizi?

«Piccolissimo, solo 28 metri quadrati riempiti dalle attrezzature minime e indispensabili. Ci siamo rimboccate le maniche, abbiamo investito in strumenti migliori e sul personale. Mia sorella ha poi scelto di lasciare l’attività per proseguire altri suoi progetti, e io sono rimasta qui con 4 dipendenti».

Che cos’altro è cambiato?

«La clientela. Una volta venivano soprattutto persone del quartiere, ora ci vengono a trovare anche turisti o semplici passanti».

E il modo di fare tortellini?

«Guai a cambiarlo. Li facciamo sempre nello stesso modo: sfoglia sottile e ripieno preparato con materie prime di altissima qualità».

Oltre ai tortellini, cosa preparate?

«Tagliatelle, lasagne, tortelli: facciamo tutti quei piatti che anni fa erano tipici delle feste, e che invece oggi si mangiano molto più spesso. Le persone non hanno più il tempo di prepararli a mano in casa, e quindi corrono ai ripari da noi, che siamo ben felici di accontentarli».

E lei ha imparato quest’arte tra le mura di casa, invece?

«In famiglia, sì. Mia mamma e mia nonna preparavano la pasta la domenica, e per me era un rito magico, al punto che ho scelto di renderlo un mestiere».

Ma non si è mai stufata dei tortellini in questi 40 anni?

«Mai. Li adoro, tant’è che il mio piatto preferito resta il tortellino in brodo».

Qualche aneddoto curioso raccolto in questi anni?

«Mi ricordo ancora quando una signora mi chiese di farle i tortellini senza ripieno. Ho dovuto chiederle conferma. E lei mi rispose: “Sì, a mio figlio non piace il ripieno, ma vuole comunque i tortellini”. Un’altra volta, invece, una ragazza entrò in cerca di lavoro, e allora, quando le chiesi se aveva esperienza, lei mi disse: “Certo, li ho visti fare in televisione”».

E il ricordo più bello che ha?

Ce ne sono tanti, troppi».

Domani festeggia 40 anni di storia. E il futuro?

«Spero di continuare il più a lungo possibile. Magari un giorno passerò il testimone, ma ora guardo avanti con entusiasmo: finché proverò amore per questo lavoro, ci sarà sempre un tortellino pronto per chi passerà di qui».

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