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Il caso

Operatori dell’Albinelli contro la nuova Coop in centro: «Ci vogliono far morire»

di Paola Ducci
Operatori dell’Albinelli contro la nuova Coop in centro: «Ci vogliono far morire»

La rabbia tra i banchi dello storico mercato per la novità in corso Canalchiaro

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MODENA. «Evidentemente ci vogliono far morire piano piano, senza scrupoli. Purtroppo oggi tutto influisce. Già la gente fa fatica a venire in centro storico vista la mancanza di parcheggi (con quelli che ci sono molto cari), ci mancava solo l’apertura di un nuovo supermercato in aggiunta a quello dell’ex Amcm per metterci in difficoltà». Sono queste le parole dure e desolate di Ciro Calzolari, titolare di un banco di frutta e verdura all’interno del mercato Albinelli, che aggiunge: «Ci si riempie tutti la bocca della parola “valorizzazione” di luoghi di eccellenza come il nostro. Ma quali sono i fatti concreti? Per chi ha le attività all’interno del mercato è diventata una spesa molto più alta quella del condominio di quella per l’affitto e gli investimenti sui servizi, come la possibilità di avere una toilette anche per persone disabili, ancora non hanno trovato realizzazione. E allora mi chiedo - conclude il commerciante - cosa vuol dire valorizzare davvero una realtà come la nostra?».

«Il Comune discuta con noi»

L’opinione di Calzolari è condivisa dalla maggior parte dei commercianti dell’Albinelli, che hanno appreso da un giorno all’altro la notizia, pubblicata domenica sulla Gazzetta, dell’apertura di un piccolo supermercato Coop in corso Canalchiaro, nell’edificio del seminario. «Non dico che dovevamo essere interpellati dal Comune su questa nuova apertura - evidenzia Alessio Boccolari del banco biologico del mercato - ma credo sia ora necessario che, il prima possibile, ci si sieda a un tavolo con l’amministrazione per capire come poter effettivamente valorizzare ancora di più il nostro mercato, unico luogo modenese in cui si trovano tutte quelle eccellenze e quella qualità introvabili nei supermercati. Un problema grosso per noi sono le spese di gestione: in questo momento la struttura è un vero colabrodo e dobbiamo farcene carico. Inutile poi negare che il centro storico ora è circondato da supermercati e l’incentivo a far venire le persone a fare spesa da noi non esiste. A breve poi chiuderanno alcuni banchi storici del mercato, causa pensione, e se non si incentiva questo lavoro sarà sempre più difficile trovare persone pronte a rimpiazzare quelle attività. In ogni caso - chiude Calzolari - nonostante la preoccupazione sia tanta, voglio continuare a essere positivo. La forza dell’Albinelli sta nell’eccellenza che solo qui è possibile trovare dove ancora ci sono contadini che raccolgono prodotti solo per noi ogni giorno».

«Servono azioni concrete»

Tra gli esercenti, in linea di massima, sono più preoccupati quelli i cui prodotti si trovano anche sui banchi del supermercato, come la frutta, la verdura, le carni e il pesce, meno quelli del reparto ristorazione. «All’inizio sentiremo un po’ di calo nelle vendite - sottolineano sia Monica di“Je Suis Marisa” che il macellaio specializzato in pollame Sulla Cajub che Lorenzo Martinelli, titolare dell’omonimo banco di latticini freschi - è fisiologico, poi però confidiamo nel fatto che la gente torni a scegliere la nostra elevata qualità». Infine, più deciso nel condannare l’apertura della nuova Coop è Massimo Cavalcanti, titolare dello storico banco di frutta e verdura: «Non era il caso, sicuramente ci creerà perdite e si danneggeranno tanti operatori - tuona- Modena ha all’attivo 29 punti gestiti dalla grande distribuzione. Ci si chiede se era davvero necessaria l’apertura di quest’ultimo. Siamo stanchi di sentire da chi ci amministra parole come “eccellenza” e “valorizzazione del nostro mercato”. Qui ci vogliono azioni concrete come l’abbassamento delle spese di gestione e una maggiore accessibilità all’area con il potenziamento di navette, magari elettriche, che invoglino i modenesi a tornare a fare spesa in centro città». 

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