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Dopo il bando flop per i negozi, il Comune di Modena raddoppia i fondi

di Davide Berti
Dopo il bando flop per i negozi, il Comune di Modena raddoppia i fondi

La prima scadenza è andata semideserta con sole quattro domande presentate

25 agosto 2024
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MODENA. Sulla notizia del bando per i commercianti andato semideserto il Comune rilancia e raddoppia.
Ieri avevamo dedicato un ampio servizio al finanziamento messo a disposizione (120mila euro) per incentivare il commercio in alcune zone strategiche della città (con contributi che potevano arrivare fino a 10mila euro per le riqualificazioni e fino a 20mila euro per le nuove aperture) finito nel dimenticatoio: via Torre, via Canalino, via Saragozza, Rua Muro, via Puccini e via Mar Tirreno, e nei centri di vicinato le Torri, Torrenova e Cognento hanno avuto solo quattro domande, di cui tre per riqualificazioni di attività già avviate e una sola per una nuova apertura.

Il Comune rilancia
Così il sindaco Massimo Mezzetti, insieme all’assessore alle attività economiche Paolo Zanca, ha deciso di rilanciare: raddoppio dei fondi e una riflessione sulla diffusione del bando, che tutti auspicavano potesse avere un interesse ben diverso. Prova ne sia che la quasi totalità dei commercianti intervistati sabato aveva riferito di non conoscere nemmeno quella opportunità.
«Il bando per sostenere il commercio di vicinato, approvato lo scorso maggio dalla precedente amministrazione e costruito, lo ricordo, con il concorso delle associazioni di categoria - spiega Mezzetti insieme a Zanca - è la classica dimostrazione di come anche un'iniziativa virtuosa, diffusa nei tempi sbagliati (in piena campagna elettorale) e comunicata in modo non adeguato perché schiacciati dal regime di “par condicio”, può vedere vanificato il risultato. Questo episodio conferma ancora una volta la necessità, che abbiamo già espresso, di riorganizzare la macchina comunale per costruire le condizioni che rendano i provvedimenti all'altezza di una città che cambia. E, in particolare, creare anche all'interno dell'organizzazione comunale, una filiera di comunicazione che permetta di far fare un salto di qualità».

Sindaco al lavoro
La procedura relativa alla prima finestra del bando si concluderà nei prossimi giorni con l’esame delle proposte presentate e, fin da subito, in accordo con le associazioni del settore, erano state previste due finestre nella consapevolezza che, per i tempi di pubblicazione, per la prima probabilmente le possibilità di partecipazione sarebbero state ridotte.
Una nuova determina, e non delibera come erroneamente riportato ieri, è stata pubblicata e apre la seconda finestra di partecipazione fino al 15 gennaio. Ora però il Comune annuncia che raddoppierà la dotazione per i negozianti che vorranno partecipare. Un bel segnale: «Ci preme infatti precisare che l’atto di cui è stata data notizia è una determina firmata dagli uffici ed è un atto tecnico, e non una delibera della giunta. Ecco dunque l’importanza della capacità di comunicazione dei nostri provvedimenti, all’interno e verso l’esterno della pubblica amministrazione. Una notizia veicolata in modo più completo oggi, ad esempio, ci consente di dire che questa amministrazione è intenzionata a utilizzare le risorse generate dalle licenze taxi (il 20 per cento), una quota che varia tra i 120 e i 130 mila euro, per aumentare le somme a disposizione del secondo bando per la fine dell’anno, ridefinendolo negli obiettivi e nelle procedure e dedicando particolare cura alla promozione». Va ricordato che non si tratta di un bando destinato al solo centro storico, ma con possibilità di accesso a diverse zone periferiche della città dove esiste la necessità di negozi e presidi commerciali, utili alla vita dei quartiere e a mantenere viva la comunità offrendo servizi.

La comunicazione
Il fatto che gli stessi negozianti abbiano più volte ribadito che non conoscevamo il bando è la cosa che più ha colpito il sindaco, che aggiunge: «Viviamo in un’epoca nella quale siamo circondati dalle informazioni con il rischio di non saperle distinguere, di non riuscire più a capire cosa sia importante. Il compito di una pubblica amministrazione è anche quello di creare le condizioni perché ciò che fa sia diffuso nel modo più efficace possibile, imponendosi all’attenzione, soprattutto di chi ne deve usufruire. Questo caso ce lo insegna in modo inequivocabile. È il momento di comprendere che siamo tutti chiamati a rompere consuetudini».